PRIMAVERA, QUESTA SCONOSCIUTA - Andrea Corigliano - Meteocilento

PRIMAVERA, QUESTA SCONOSCIUTA

Martedì 10 aprile ore 19:00

primavera
Varie volte abbiamo sottolineato i tanti aspetti della primavera parlando della variabilità meteorologica come segno particolare che è scritto nella carta d’identità di questa stagione. Insistere su questo tema non è pignoleria, ma è provare semplicemente a trasmettere un po’ di cultura nel campo della climatologia.
 
Si tratta di considerazioni che dovrebbero essere banali e assodate, proprio come è assodato che in matematica 2+2 fa 4, ma per la stragrande maggioranza delle persone non è così nel momento in cui non si accetta che in questa stagione è normale che piova, che tiri vento e che quando ciò succede NON è vero che ritorna l’autunno. Siamo arrivati al punto di vivere un mondo parallelo, tutto nostro e totalmente sganciato dalla realtà, in cui ciò che è “normale” o “anomalo” non viene stabilito da criteri oggettivi (la climatologia, per esempio), bensì da criteri soggettivi che si basano sulla demonizzazione del tipo di tempo che non ci piace, come la pioggia o un calo delle temperature. Ciò che è preoccupante – e di questo non ce ne rendiamo purtroppo conto – è che alla lunga siamo anche plagiati da questo modo di pensare quando è la stessa informazione a cavalcare questa demonizzazione delle condizioni di variabilità atmosferica che invece appartengono di diritto a questa stagione e che peraltro ne rappresentano la sua espressione più viva ed esemplare.
Forse non tutti sanno che la parola “clima” è un termine che deriva dal greco “klima” e che significa “inclinazione”, con riferimento proprio alla variazione dell’inclinazione dei raggi solari durante l’anno. Non è forse vero che è proprio questa variazione d’inclinazione a far variare nel corso dell’anno l’intensità della radiazione solare che arriva sulla Terra? E non è forse vero che è questa variazione d’inclinazione a scandire, da sempre, il ritmo delle stagioni? Ecco, volendo prendere in prestito dalla matematica la proprietà transitiva, possiamo allora affermare che il “clima” si identifica sommariamente con le “stagioni”. Primavera compresa, perché anche in questa stagione passo dopo passo l’aumento dell’intensità della radiazione solare incidente nel nostro emisfero porta le basse latitudini a riscaldarsi più di quanto non succeda alle alte latitudini, dove si ritirano le ultime roccaforti dell’inverno. Ecco perché allora aumentano i contrasti tra masse d’aria di diversa estrazione ed ecco perché, quando il meccanismo non si inceppa come per esempio è successo l’anno scorso, è la variabilità a trarre giovamento da questo dinamismo atmosferico che, pulsando in continuazione, ci racconta anche la storia di una radiazione solare che cambia la propria inclinazione. È un processo naturale che va solo accettato e soprattutto vissuto, magari uscendo dal concetto di “tempo che dovrebbe fare” che ci siamo costruiti artificialmente nella nostra mente, chiusi come siamo nelle nostre case in cui anche la temperatura che desideriamo la programmiamo con un telecomando.
 
Andrea Corigliano
fisico dell'atmosfera con specializzazione in meteorologia
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